Imprese e diritti umani: diario da Ginevra // 1

News from the Palais de Nations, 23 ottobre 2017 
di Nicoletta Dentico
In una sala stracolma di persone - una partecipazione storica di oltre 350 delegati, secondo i dati del Consiglio del Diritti Umani - si è aperta a Ginevra la terza sessione del Gruppo Intergovernativo per un trattato vincolante delle imprese multinazionali e delle altre imprese in materia di diritti umani. Clima teso ma energetico, grazie soprattutto alla presenza di una vasta delegazione di società civile e di movimenti sociali convenuti a Ginevra da tutte le parti del mondo. Se oggi apre questa terza sessione, lo si deve al lavoro instancabile di comunità e reti internazionali che su questo tema sono mobilitate da anni. 
L’avvio della sessione è stato segnato da un forte ostruzionismo della Unione Europea in merito alla approvazione del Programma di Lavoro, passo necessario al proseguimento dell’attività diplomatica. Secondo il delegato della UE, la versione presentata dalla presidenza dell’ambasciatore Guillaume Long, riconfermato alla guida del processo negoziale,  non include proposte della UE che erano state concordate, in particolare,
- l’inserimento della riflessione sui Guiding Principles dell’ONU (UNGPs) nel programma della terza sessione; 
- una nota a piè di pagina che chiarisse il mandato negoziale che, secondo la UE, deve avere come focus non solo le imprese transnazionali (TNCs) ma tutte le altre tipologie di impresa. “Questa non è una annotazione procedurale” ha ripetuto due volte il delegato UE, “ma una questione di natura politica”. 
Dopo une estenuante discussione, la presidenza ha accolto l’inserimento nella discussione sui UNGPs. Molti governi e rappresentanti della società civile hanno lamentato l’atteggiamento della UE, in alcuni casi hanno cercato di rassicurare la delegazione. La parlamentare europea Lola Sanchez ha sottolineato che questo atteggiamento non rappresenta la posizione del Parlamento e delle persone cittadine europee, che secondo un sondaggio si sono espresse largamente a favore del trattato. 

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